Fratelli e sorelle carissimi,
l’attesa sta per compiersi e il Signore, l’Emmanuele (Dio con noi) sta per venire, chiedendoci disponibilità e apertura del cuore.
Come Maria, vogliamo dire il nostro “Sì”, il nostro “eccomi” per accogliere la Sua salvezza e farlo nascere nuovamente in noi, trasformando la nostra vita con amore e pace.
La Liturgia di questa quarta e ultima Domenica di Avvento pone al centro la figura di Giuseppe.
Il Vangelo registra le Sue azioni (“fece”, “prese con sé”, “chiamò”), non le Sue parole. E tuttavia il piano di Dio passa attraverso di Lui, si realizza grazie alla Sua obbedienza, all’accoglienza attiva e feconda del messaggio che Gli viene rivolto.
La fiducia in Dio e la speranza riposta nel Suo progetto non hanno bisogno di grandi discorsi, ma di scelte concrete con cui si accetta un disegno che va molto al di là delle nostre previsioni e delle nostre attese. Insieme con la Vergine Madre quindi è bene tenere in grande considerazione la figura di San Giuseppe.
Giuseppe fa suo “un sogno” che non gli appartiene. Questa è la sua grandezza!
Lo fa perché ascolta sul serio. Ascolta e mette in pratica. Spesso gli uomini amano discutere, difendersi, vogliono accentuare il loro ruolo convinti come sono che devono essere loro a prendere le decisioni, che spesso poi non prendono per paura.
Il vero ascolto invece inizia sempre da qualcosa di molto umile: accettare le parole di un altro, farle mie, non discutere all’infinito sulle ragioni.
Giuseppe sceglie di essere umile e avrà la gioia di chiamare Lui quel Bambino Emmanuele, “Dio con noi”. Non basta non fare il male, non basta nemmeno essere giusti.
Bisogna amare e fare il bene. È il miracolo dell’Amore. É l'Amore che ci è chiesto per Natale perché nasca qualcosa di nuovo nel nostro cuore e nel mondo.
Un caro augurio di Buon e Santo Natale a tutti.
Padre Gabriele

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