La cerimonia funebre, che ha accompagnato Laura verso l'ultimo viaggio terreno, si è ben presto rivelata come un'icona di stile, e significativo messaggio "umano", di come un sacerdote piace, e quindi seguito, da una comunità che egli serve.
Sembrava, il Nostro, essersi mischiato tra i fedeli per accompagnare e sostenere chi, in quel momento, soffriva per la perdita di una persona cara.
Una donna conosciuta e apprezzata dal celebrante che, come solito fare, ha espresso pensieri brevi, concreti, comprensibili e penetranti per tutti.
Ha seguito, e segue, alla lettera gli ammonimenti di Papa Francesco che esortava i preti ad una predica breve, colloquiale e indirizzata alla vita quotidiana, con un concetto, un sentimento e uno spunto pratico, "criticando" l'eccesso di contenuti teologici e filosofici spesso non capiti e quindi non graditi dal popolo in ascolto.
La funzione è scivolata in un crescendo di momenti emozionali che hanno raggiunto l'apice quando l'orante ha avuto un blocco di alcuni ed interminabili secondi di silenzio. Un silenzio assordante che segna va l'empatia con la defunta e con l'intera comunità .
Anche i preti manifestano la loro umanità , senza vergogna, e quelle lacrime abbozzate, quel groppo in gola a stento respinto, hanno avuto l'effetto di rinsaldare un popolo in preghiera, unito al suo "condottiero", nel nome di un Dio misericordioso e comprensibile.
Caro padre Gabriele, quell'abbraccio finale al marito, stretto, intenso, mai visto, è stato il simbolo dell'umiltà e condivisione che un prete deve coltivare per essere, come dice il versetto:
".. donaci sacerdoti che siano Angeli per purezza,
tutti perfetti nell’umiltà , serafini di santo amore..."
Franco Olla

Nella giornata del 9 Maggio 109 ragazzi della nostra comunità hanno ricevuto il Sacramento della ...
Carissimi,












