Carissimo padre Gabriele, il momento dei saluti per un inaspettato distacco comporta disorientamento e malinconia ma la nostra comunità negli anni ha sperimentato prima con don Abis e successivamente con don Alberto questa amara condizione di sentirsi improvvisamente orfani della guida spirituale.
Quindi siamo abituati alle partenze...ma docili alla illuminazione dello Spirito Santo.
Mi vien in mente il versetto di Isaia di qualche domenica fa: ..."i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie" per sottolineare come la comunità di Santa Barbara accetti, pur comprensibilmente con tristezza, questo passaggio.
Nel tempo, per noi troppo breve ma molto prezioso, abbiamo usufruito della sua formazione incentrata su concetti basati sull'umiltà, sull'amore verso il prossimo (abbiamo ben stampati sulla mente le sue parole che da questo altare tuonavano così: fate a gara ad amare, a chi ama di più, possibilmente e soprattutto verso chi non vi ama).
Parole forti ma penetranti, l'essenza del Vangelo.
Abbiamo capito che Lei era uno di noi, come si dice tra i tifosi del calcio, un sacerdote in mezzo a noi anche quando officiava dall'altare, uno che chiamava Barbara la Sindaca o Giuseppe il comandante della polizia locale o, sempre dall'altare, quando stentava a trattenere le lacrime durante un funerale.
Ha interpretato i nostri bisogni, ha ascoltato le nostre angosce. Ha creato comunione,inclusione e amicizia con una semplicità disarmante che ha avvicinato di più la gente alla Chiesa.
Non è mai ricorso alla retorica vuota e convenienza personale. Mai.
Pertanto, sicuro di interpretare il sentimento dei presenti, di chi non è potuto venire, degli ammalati cui ha dato conforto e sollievo, dei nostri ragazzi a cui ha regalato momenti di svago e inculcato idee cristiane, delle persone che ha incontrato solo in strada cui non lesinava un sorriso o una buona parola, dei rappresentanti delle istituzioni ed anche di chi, in passato, Le ha mosso qualche rilievo inconsulto ma,credo, prontamente perdonato; ecco a nome di tutti dico: grazie ed un po' sostituendomi a Lei, "che Dio la benedica" e buon cammino nuovo accompagnato con lo stesso motto dei carmelitani scalzi che lei bene impersona: «Zelo zelatus sum pro Domino Deo exercituum», cioè «Ardo di zelo per il Signore, Dio degli eserciti».
Con immensa stima e gratitudine
La comunità di Santa Barbara e di tutta Sinnai.
A padre Balu, già apprezzato per la sua inclinazione al dialogo e per la sua silenziosa operosità, rivolgiamo pensieri di incoraggiamento accompagnati dalle nostre preghiere.
Ad multos annos.
Franco Olla















